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Finita la prima guerra Mondiale, tre ex commilitoni
si mettono in società per costruire Moto:
nasce così uno dei marchi più famosi
del mondo delle due ruote,
simboleggiato da un acquila che fa volare la fantasia
degli appassionati.
Tutto nasce nel cielo della prima guerra mondiale,
alla fine della quale tre avieri, Giorgio Parodi,
Giovanni Ravelli e Carlo Guzzi, si chiedono cosa faranno
da grandi. Per Giorgio è una domanda accademica,
visto il padre armatore. Anche Giovanni, pilota anche
di moto da corsa, un futuro ce l'ha già. Dei
tre il più incerto è Carlo con solo
una grande competenza in campo meccanico. E' proprio
lui ad avere l'idea di dare vita ad una fabbrica di
moto, sfruttando i soldi di Parodi, l'esperienza di
Ravelli e la sua passione per ingranaggi e pistoni.
Ma il finanziatore, Emanuele Vittorio Parodi , prima
di investire vuole vedere qualcosa.
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| Sviluppo
Stabilimento
Moto Guzzi |
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1920 |
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1921 |
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1921 |
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1925 |
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1933 |
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| 1950 |
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| 1970 |
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| Galleria
Fotografica Gare |
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Nella
sua Mandello, sul lago di Como, Guzzi mette insieme
un prototipo, una 500 monocilindrica, una moto standard
per i canoni costruttivi dell'epoca. Ma questa ha un
albero in testa, quattro valvole, invece di due e un
telaio tanto basso da consentire di posare a terra entrambe
i piedi e dare una sensazione di sicurezza in curva.
A Emanuele Parodi la moto piace e il 15 marzo 1921 viene
fondata a mandello la società anonima Moto Guzzi,
senza, per ora, nessun marchio grafico. L'aquila con
le ali spiegate, così simile al distintivo dei
piloti di aviazione, viene aggiunta più tardi
in omaggio a Giovanni Ravelli, perito in un incidente
aereo. |
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La
nuova marca costruisce moto sicure, che riscuotono
un immediato successo commerciale. Ma Guzzi si butta
subito nell'agonismo, vera vetrina del mercato motociclistico.
L'esordio non è dei è dei più
esaltanti: le due moto iscritte al raid Milano Napoli
nel Marzo 1921 si piazzano ventesima e ventiduesima.
Due partite, comunque, due arrivate: è molto
più di quanto molti altri costruttori possano
ottenere. Ed è soprattutto l'inizio di una
leggenda: le Guzzi non si fermano mai. Quattro mesi
dopo, la soddisfazione della prima vittoria: nella
Targa Florio: è il primo del 3329 successi
che dal 1921 al 1957, la casa di Mandello ha collezionato.
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Correre
è una cosa, vendere un'altra. E, per vendere
Guzzi si butta sulle innovazioni tecnologiche. La
più clamorosa è la GT del 1928, con
sospensioni anche dietro. |
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Ancora oggi non esiste motocicletta al mondo che non
adotti il telaio elastico si quelli della Guzzi. |
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Il
telaio elastico va a ruba: nel 1934 da 17 gli operai
sono diventati 700 e nel 1935 la GT realizza una doppietta
clamorosa (250 e 500) nella gara più dura e
più famosa del mondo, il Tourist Trophy. |
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Si corre sull'isola di Man, su un circuito stradale
tutto curve, buche, salite e discese. E' la prima
volta, nella storia della gara, che vincono moto non
inglesi. Sull'onda del successo nasce nel 1939, la
250 Airone, che resterà per quasi 15 anni la
"media" più venduta in Italia, mentre
per le ambizioni degli sportivi si creano Dondolino,
Gambalunga e Condor. |
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Airone 250 cc. |
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Dondolino 500 cc. |

Condor 500 cc. |
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Durante
la guerra la Guzzi si tiene a galla grazie alle commesse
militari:
occorrono moto tropicalizzate per l'avventura africana
e altre predisposte per i geli della campagna di Russia.
Il Monocilindrico di Mandello si dimostra a suo agio
sia a +40° sia a -20°. |
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3x3 mulo meccanico |
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Trialce |
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L'azienda si trova, nel dopoguerra, di fronte a un mercato
rivoluzionato: strade disastrate, pochi soldi da spendere,
poca e costosissima benzina, più la concorrenza
degli scooter, inventati per smaltire un surplus di
ruotine da atterraggio degli aerei. In compenso la fame
di mobilità degli italiani è insaziabile.
Per placarla a costi affrontabili, Guzzi vara nel 1946,
il suo primo due tempi. |
Galletto
160/192 cc. |
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Zigolo 110 cc. |
Il
modello esce senza nome, sarà il pubblico
a battezzarlo "Guzzino". Del resto è
una Guzzi a tutti gli effetti: per il colore rosso,
per l'aquila sul serbatoio, soprattutto perchè
non sio ferma mai. Per più di dieci anni
il Guzzino (poi
ribattezzato "Cardellino") resterà
la motoleggera più venduta d'Europa.
E' il momento delle "utilitarie", tipo
Galletto, primo scooter a 4 tempi e a ruote alte
o dello Zigolo, 98 a due tempi, moto leggera a tutti
gli effetti ma con la parte meccanica carenata.
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Ma
la Guzzi non rinnega la sua vocazione per le moto "grosse":
nel 1950, dalle ceneri dell'Astore, nasce il mitico
Falcone 500 dato in dotazione alla Polizia Stradale
e ai Carabinieri. |
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Astore 250 cc.
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Falcone 500 cc. |
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Nel
1956 vede la lucela Lodola, un 175 mono a quattro
tempi:
sarà l'ultima creatura di Carlo Guzzi, morto
nel 1964. |
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Lodola 175 cc. |
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V7 cc700
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| Senza
più due leader, la Moto Guzzi cambia mano e viene
rilevata dalla Seimm che si butta nella motorizzazione
dei giovanissimi. Ma si pensa anche ad un erede per
il Falcone. Nel '67 nasce la V7, con un bicilindrico
a V e a trasmissione cardanica di 703cc. progettato
da Giulio Cesare Carcano, in Guzzi dal 1936 e già
autore di altri capolavori. |
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Nel
1973 ariva Alejandro De Tomaso, il costruttore argentino
che per affrontare la concorrenza giapponese si butta
sui 4 cilindri. La mania dei superfrazionati però
tramonta. Non tramonta invece il bicilindrico di Carcano,
che diventa dopo quasi 40 anni, il cavallo di battaglia
della marca e che equipaggia un numero incredibile di
versioni, nude o vestite e che hanno portato l'aquila
Guzzi a volare su tutte le strade del mondo. Abbiamo
detto della gamma dei telai sui quali è stato
montato questo intramontabile motore, anch'esso assai
versatile, con versioni che vanno dai 350 a 1100 cc.
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Otto cilindri 500 |
CURIOSITA'
La Guzzi più famosa, quella che tutti i musei
vorrebbero possedere (ne esistono, invece, pochissimi
esemplari) è la "8", di 500cc. a
8 cilindri, il più spinto frazionamento della
cilindra mai tentato nel mondo. Esordì al GP
del Belgio nel 1955 e l'anno successivo cominciò
a ottenere le prime vittorie, grazie ai suoi 72 cavalli
che la spingevano a 275 km/h. Il ritiro dei costruttori
italiani dalle competizioni nel 1957 pose però
prematuramente fine alla sua carriera.
Gino finzi fu il primo pilota a vincere su una Moto
Guzzi, alla Targa Florio del 1921. Tra i piloti della
casa spiccano Tenni, Woods, Ruffo, Lorenzetti;Anderson.
Fino al 1957, la Guzzi doveva vedersela con le Italiane
Gilera, MV Agusta, con le inglesi Norton, BSA, Triumph,
con le tedesche BMW e Zundapp. |
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IL
LOGO
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L
'aquila ad ali spiegate, simbolo dell'aviazione, simboleggia
il passato militare dei tre fondatori della Guzzi
e venne aggiunta al marchio aziendale dopo la morte
in un incidente aereo di uno di loro: Giovanni Ravelli.
Il carattere con le grazie è stato utilizzato
per il Logo Guzzi sino alla fine degli anni cinquanta,
per essere poi sostituito con il carattere "bastoni"
Quando venne fondata, nel 1921, la casa motociclistica
si chiamava Moto Guzzi G.P. dove la sigla stava per
le iniziali di Guzzi e di Parodi, il finanziatore
della società.
Il rosso, colore "motoristico" per eccellenza,
da sempre si accompagna al marchio Guzzi, sottolineandone
la vocazione sportiva.
Al mondo dell'ornitologia, oltre che al simbolo dell'aquila,
si ispirano molti dei nomi delle più famose
Moto Guzzi: Galletto, Falcone, Airone... |
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