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Risoluzione
delle difficoltà di avviamento.
Premettiamo
innanzitutto che bisogna distinguere se il motore
in oggetto e con avviamento elettrico o con avviamento
a magnete, la sostanziale differenza tra i due modelli
è la modalità di “produzione”
della scintilla alla candela,nel primo caso abbiamo
bobina e spinterogeno nel secondo il magnete che senza
bisogno di corrente della batteria è in grado
di produrre la corrente necessaria alla scintilla!

Analizziamo quali poterebbero essere le cause di cattivo
funzionamento per il motore con avviamento elettrico!
Per avere certezza che questo tipo di motore vada
in moto senza difficoltà è bene controllare
che la batteria sia carica e ben collegata hai morsetti,
la chiave deve essere infilata nel faro e la spia
del dinamo deve essere accesa, se ciò non avviene
controllare i fusibili nel faro e lo stato della batteria.
Verificare se la corrente arriva alla candela, se
non arriva prima di tutto sostituire la candela, se
la corrente non arriva controllare lo stato del cavo
e della pipetta, se non sono in corto o interrotti
potrebbe essere colpa delle puntine platinate troppo
distanti o rimaste “incollate”, controllarle
ed eventualmente passare i contatti con un poco di
carta abrasiva sottilissima, se nemmeno così
la corrente arriva potrebbe essere colpa del condensatore
posto in prossimità delle puntine, se anche
questo è in buono stato si passa alla analisi
della bobina che si trova sotto il serbatoio carburante.
Una volta verificata la presenza di scintilla se ancora
il motore non va in moto occorre verificare se arriva
benzina al motore, potrebbe essere che si sia depositato
dello sporco nei filtri posti nei rubinetti della
benzina o che il filtro sul carburatore sia sporco,
nel caso questa ipotesi sia verificata pulire con
un getto di aria compressa.
Se non ostante tutto il motore stentasse ad andare
in moto o la rotazione non fosse regolare la colpa
potrebbe essere del carburatore sporco o troppo vecchio,
possiamo infatti trovare due tipi di carburatori,
quelli con vaschetta con pulsante per “cicchetto”
e quelli già più moderni con vasca sottostante
il corpo del carburatore con ghigliottina rettangolare,
se non vi interessa mantenere il carburatore originale
e volete qualcosa di efficiente e sicuro vi consiglio
di non spendere soldi in revisioni di quelli vecchi,
ma di investire su qualcosa di nuovo, che vi farà
risparmiare anche nei consumi di carburante.
Il carburatore in questione è un Dell’Orto
come quelli già montati con le seguenti caratteristiche
PHBH26AS.
Se ancora il motore non dovesse girare a dovere, potrebbero
esserci problemi di messa in fase del motore, ma per
questo rimandiamo ad un apposito paragrafo.(vedi messa
in fase del motore)
Analizziamo quali poterebbero essere le cause di cattivo
funzionamento per il motore con avviamento a magnete!
Esistono anzitutto due tipi di magnete, quelli con
anticipo manuale(più vecchi) e quelli con anticipo
automatico(più recenti), il loro funzionamento
è il medesimo, l’unica variante è
che per quelli manuali si ha la presenza sulla sinistra
del manubrio sopra la frizione di una levetta che
permette la regolazione dell’anticipo(tirando
si posticipa, in posizione tutto “aperto”
ho il massimo anticipo).
In questo tipo di motori se la corrente non arriva
alla candela nemmeno dopo averla sostituita insieme
al cavo di alimentazione, la colpa potrebbe essere
delle puntine, estrarre il coperchietto sul magnete
e controllare l’aperture delle puntine che deve
essere di 0.4mm, eventualmente carteggiarle con carta
finissima, se ancora non arriva corrente smontare
il magnete e portarlo a revisionare da qualcuno di
specializzato!
Se invece la corrente arriva controllare come detto
spora lo stato del carburatore, se non dovesse arrivare
benzina accertarsi come gia citato delle possibili
cause.
La frizione slitta o stacca
male?
La frizione va regolata di tanto in tanto agendo sulla
vite di registro che si trova sul rinvio della frizione
in prossimità del pedale di avviamento, la
registrazione deve essere fatta in modo tale che restino
alla leva di comando sul manubrio circa 3 o 4 millimetri
ci corsa a vuoto, in tale modo siamo certi che la
frizione non staccherà troppo in fondo!

Se la frizione slitta dobbiamo togliere i tre dadi
che tengono fissato al monoblocco il rinvio della
frizione , togliere il cappellotto e agire sul disco
zigrinato dopo aver allentato il controdado in senso
orario(il filetto è sinistro) girandolo verso
sinistra di un paio di giri, rimontare e provare se
la frizione non slitta più!
Se il problema persistesse provare ad aumentare ulteriormente
il carico della molla come detto sopra, se il risultato
non è soddisfacente occorre cambiare i ferodi
della frizione.
Per cambiare i ferodi bisogna procedere in questo
modo:
svitare le viti che tengono la calotta che protegge
il volano , allentare e togliere i dadini che tengono
fissata la ventola e procedere con l’apposita
chiave a 4 punte alla rimozione della ghiera cha fa
da controdado, anche in questo caso svitare in senso
orario(filetto sinistro), dopo aver fatto compiere
qualche giro alla ghiera con chiave a bussola svitare
in senso antiorario il dado che blocca il volano all’albero
motore, il dado dopo essersi smollato e aver compiuto
alcuni giri forzerà contro la ghiera, insistere
nell’operazione fino ad avvertire una diminuzione
del carico sulla chiave, avremo così estratto
il volano dal perno conico.
A questo punto togliere i “dadini” e le
viti che bloccano il “carter”, rimuoverlo
facendo attenzione che la coppia motore “più
piccola” tenderà a cadere perché
spinta dalla molla, rimuovere anche questa e metterla
in luogo sicuro.
A questo punto smontare il cappellotto che tiene il
rinvio frizione(altro lato) e procedere alla rimozione
del controdado e della ghiera zigrinata, rimuovere
le due molle coassiali, tenedo una mano sulla coppia
motore rimasta nel carter svitare in senso antiorario
l’astina che è visibile all’estremità
del filetto sul quale si avvitano ghiera zigrinata
e controdado.
Tolta l’astina la coppia si estrae tirandola
verso di se, non spaventatevi della fuoriuscita delle
sferette cilindriche , è tutto nella norma,
vanno poi rimesse in sede con l’aiuto di grasso
e di tanta pazienza, a questo punto la frizione è
smontata, un ferodo si trova alloggiato verso il lato
della coppia che era contro il piattello frizione
rimasto nel carte(si tratta di un banale anello circolare,
non cercate cose strane), mentre il secondo si trova
sotto i dischi metallici all’interno della coppia,
rovesciare su di un tavolo la frizione e sostituire
il ferodo!Seguire il procedimento inverso per rimontare.
Difetti di frenata
Distinguiamo per prima cosa se si tratta di freni
idraulici o di freni a bacchetta. La distinzione è
fondamentale in quanto nel primo caso il difetto di
funzionamento è quasi sicuramente di tipo idraulico,
mentre nel secondo di tipo meccanico!
I freni idraulici sono sui vari modelli sostanzialmente
identici, la pompa dei freni si trova sotto il serbatoio
dell’olio motore e per essere riempita occorre
alzare il ribaltabile del cassone, i cilindretti sono
di due tipi, con due fori di attacco al ceppo o con
quattro, il funzionamento è il medesimo.

Se con questo tipo di impianto frenante si hanno dei
problemi occorre verificare lo stato di funzionamento
di pompa e cilindretti.
La pompa può essere smontata dopo averla tolta
dal telaio, con la rimozione dell’anello di
tenuta e facondo fuoriuscire il pistoncino e la molla
battendo la pompa su di un piano, solitamente se il
corpo interno della pompa non è eccessivamente
usurato basta cambiare le guarnizione presenti nei
vari componenti estratti e il gioco è fatto.
I cilindretti sono in ghisa o in alluminio, anche
per questi vale la stessa considerazione fatta per
la pompa, dopo averli estratti dal ceppo, togliere
le due”prolunghe”che agiscono sulle ganasce
e estrarre le guarnizioni di tenuta i due piattelli
reggi spinta e la molla, controllare la superficie
del cilindretto e se non eccessivamente usurata rimontare
dopo aver cambiato le guarnizioni di tenuta!
Se la superficie del cilindretto è scabrosa,
provate con della carta vetrata a lucidarla, le guarnizioni
sono abbastanza abbondanti se volete potete anche
farli rettificare, ma il materiale che si può
asportare è davvero pochissimo.
Fatto questo rimontare il tutto e mettere in pressione
l’impianto!
Se l’impianto è fermo da tempo o è
stato smontato completamente prima che l’olio
arrivi agli spurghi sui cilindretti occorrerà
ripetere l’operazione di spurgo numerose volte,
quando sarà uscita completamente tutta l’aria
il pedale dovrà indurirsi dopo pochi centimetri
di corsa, se cio non avvenisse procedere alla registrazione
delle ganasce.
Trattandosi di freni non autoregistranti occorre tramite
i registri posizionare le ganasce in modo tale da
avvertire un leggero sfregamento tre esse e il tamburo.
Fatte queste operazioni collaudare la frenata del
mezzo, se i freni lavorano bene, con una frenata energica
le gomme devono strisciare, se si avverte che il motocarro
tende a frenare più da una parte rispetto all’altra
è perché un freno è più
vicino al tamburo rispetto all’altro, stinger
o allentare a scelta una delle due coppie di ganasce
per avere una frenata simmetrica.
Per chi avesse i fantastici freni a bacchetta quanto
detto sopra è superfluo, la cosa da controllare
e che la meccanica sia in buono stato e se la frenata
è un po’ lunga registrare la corsa del
pedale tramite i due dadi che lavorano sui tiranti
in zona differenziale, se i ferodi sulle ganasce non
sono consumati o rotti la franta è sempre garantita
a patto di avere buone gambe!
Messa in fase del motore
Per motori con avviamento a magnete occorre distinguere
il tipo di magnete montato ovvero se si tratta di
magnete con anticipo automatico o con anticipo manuale.
Per la messa in fase occorre innanzitutto montare
il coperchio lato volano e il volano stesso, per avere
in evidenza le due frecce stampigliate sul carter
e sul volano stesso.
Se non si è riusciti a stabilire quale era
la precedente fasatura del motore operare come segue,
mettere il volano in modo tale che le due frecce coincidano
e con il pistone a punto morto superiore, in questa
posizione le valvole devono essere entrambe chiuse,
posizionare l’ingranaggio con le camme in modo
che esso verifichi la condizione sopra detta.
A questo punto ruotare il volano in senso orario,
quando la freccia stampata sul volano si troverà
a millimetri 55-60 da quella stampata sul carter misurando
tale valore sulla circonferenza del volano , la valvola
di aspirazione deve cominciare ad aprire, se ciò
avviene , anche lo scarico sarà in fase, se
la condizione non si verifica rimettere a bilancio
e spostare l’ingranaggio avanti o indietro di
un dente alla volta rispetto all’ingranaggio
motore fino ad ottenere la condizione citata!
Se nei tempi precedenti non è stata operata
la sostituzione di nessun ingranaggio sull’ingranaggio
delle camme sono segnati due denti che devono centrare
quello segnato sull’albero motore, se tutto
va bene a millimetri 55-60 la valvola di aspirazione
deve incominciare ad aprire.
Portate ancora il volano in condizione di bilancio dopo aver effettuato un giro completo rispetto al punto precedente (frecce
coincidenti) e poi tornate indietro di millimetri
33-35 (per magneti automatici) di millimetri 110 (per
magneti manuali) sempre in riferimento alle due frecce,
in questa posizione le puntine del magnete devono
incominciare ad aprirsi, il pistone deve essere nelle
ultimissima fase della risalita pronto a ridiscendere,
se le puntine aprono troppo presto il motore resta
troppo anticipato!
Rimontare tutti i carter e sperimentare se il motore
si avvia!
Se il motore gira bene a tutti i regimi e ha buono
spunto la messa in fase è riuscita, non sempre
queste indicazioni sono sufficienti, ma come base
di partenza possono dare un senso di come dovrebbe
essere la corretta fasatura!
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